Confraternita di
San Jacopo di Compostella

Il bollettino "Santiago"

Scarica l'editoriale Il bollettino "Santiago" è l'organo ufficiale della Confraternita. Ha periodicità semestrale e viene inviato sia ai membri del Centro Italiano Studi Compostellani che ai confratelli in regola con il versamento della quota annuale. Raccoglie notizie sul pellegrinaggio sia compostellano che romeo e gerosolimitano ed è un valido strumento per comunicare e restare in contatto con i membri della confraternita.

  

L'ultimo numero: n.30 - aprile 2018

  • Gesti e segni del Cammino
  • 2 Febbraio, Candelora: la partenza dei pellegrini da Pistoia
  • In cammino per la libertà: diario di pellegrinaggio
  • Santiago in Umbria, una tradizione sommersa ritorna alla luce
  • Ospitale di Abbadia a Isola - Il saluto
  • Le 6 lune
  • Ricordo di Giacomo Giacomelli
  • In memoriam di Robert Plötz
  • La Via Francigena del pellegrino
  • Il Cammino della Grande Madre
  • BORDONAZOS
Scarica la versione PDF (12 Mb)


I contenuti in breve del numero attuale:

Gesti e segni del Cammino
Per il 30° anniversario della dichiarazione del Consiglio d'Europa sul Cammino di Santiago quale Primo itinerario culturale europeo, si tennero commemorazioni, discorsi e rievocazioni solenni. Nell'incontro del 1988 a Bamberga si discusse sui segni e sulle tracce che i cammini lasciavano nel territorio e nella cultura. E' vero che il Pellegrinaggio è sostanzialmente determinato dalla meta, ma il suo itinerario privo di memoria e di segni potrebbe ridursi fine a se stesso: basti pensare alla Lavanda dei piedi nei nostri hospitales ed alla Benedizione dei pellegrini dell'Abate di Roncisvalle. Con il linguaggio proprio dei segni e dei gesti si rafforza una Civiltà del Cammino che vada assieme ai pellegrini. Già nel Codex Callixtinus se ne era coscienti, si sollecitava i pellegrini con il visitandum est: è bene visitare, è necessario vedere, occorre capire. Un cammino ha un senso se produce e dà segni e se ha un'anima che lo rende vivo e reale.

2 Febbraio, Candelora: la partenza dei pellegrini da Pistoia
In inverno le attività erano ridotte in città e ferme in campagna per il rigore delle intemperie stagionali, si era in attesa della primavera. Con essa le strade sarebbero tornate a popolarsi, ogni attività riprendeva slancio, come la pittura fiamminga ha illustrato gioiosamente: si direbbe sia il ritratto di Pistoia fin dal Medioevo. E Pistoia aveva San Giacomo, divenuto suo pater et patronus dal 1145, quando il vescovo Atto ottenne una sua reliquia da Compostella, dando origine al culto iacopeo ed al pellegrinaggio a Sanjtiago che presto divenne una consuetudine nel popolo pistoiese. Già dal trecento esiste una documentazione che attesta la cerimonia della "Candelora", oggi ritornata ad essere elemento identitario di spiritualità.
Il 2 febbraio si celebrano due cerimonie in Cattedrale: l'Eucarestia solenne per la Presentazione di Gesù al Tempio e l'altra officiata nella Cappella di San Giacomo dedica al servizio dell'accoglienza e al commiato dei pellegrini diretti a Santiago di Compostella, Roma o altri luoghi devozionali.


In cammino per la libertà: diario di pellegrinaggio
Questo diario redatto "in itinera" da Marina Binda è l'esempio di come attraverso il pellegrinaggio, principale impegno della nostra Confraternita, si possano compiere opere utili agli altri e alla società.


Santiago in Umbria, Una tradizione sommersa ritorna alla luce
La mostra fotografica che si inaugurerà il 25 maggio in occasione del XXX incontro Compostellano in Italia si fonda sugli studi e le ricerche svolte dal Centro italiano di studi compostellani fondato presso l'università di Perugia nel 1982. Il Centro, radicato in Umbria, ha spinto fin dagli inizi ad approfondire l' eredita jacopea e compostellana presenti sul proprio territorio.
  

Ospitale di Abbadia a Isola - Il saluto
Prendete un antico piccolo borgo con una storia millenaria, sorto attorno a una abbazia, mettetelo nel mezzo della campagna senese, alle falde di un monte boscoso, che guarda a oriente un castello turrito, la pieve romanica che s'illumina come una dolomia al tramonto, abitato da gente che ha memoria della sua storia, lasciate che la Via Francigena lo attraversi, che qui sia passata una moltitudine di pellegrini e altri pellegrini, invece, si siano fermati qui per ospitare in una vecchia canonica i primi. Pellegrini che hanno fatto dell'accoglienza una primaria attività cristiana, che hanno cammini di anni nei piedi e giorni innumerevoli di servizio negli ospitali lungo le strade del mondo, capaci di amore e . di sognare.
Questo è il quadro e la vicenda dell'Ospitale dei Santi Cuirino e Giacomo di Abbadia a Isola, durata sei anni.


Le 6 lune
Queste segnano il tempo trascorso ad Abbadia. Un tempo che avremmo voluto non potesse mai fermarsi. Sei lune che invece potranno rappresentare un nuovo inizio, perché si passano soglie per andare oltre, per entrare in nuove dimensioni, con altri incontri e diverse prospettive. A un certo punto l'avventura di prima finisce, bene o male, come tutte le cose. Poi una porta nuova, mai notata, si apre: l'Ospitale di San Gimignano, presso la chiesa degli Agostiniani, accolti da Padre Brian e dai suoi confratelli, per condividere idee e progetti. Sono passate sei lune e siamo ancora alla luna di primavera, quella che da sempre segna la Pasqua, il tempo di apertura degli ospitali.


Ricordo di Giacomo Giacomelli
Accade, a volte, d'incontrare persone che ti vogliono bene davvero, con le quali s'instaura un rapporto che va oltre la simpatia o la stima. Carlo si era affezionato agli Incontri Liguri di Confraternita: diceva di trovare in essi un qualcosa dell'esperienza avuta sul Cammino di Santiago.


In memoriam di Robert Plötz
Robert Plötz ci ha lasciato il 26 agosto, dopo una breve e grave malattia. Hasta el cielo.


La Via Francigena del pellegrino
Nuovi passi sul vecchio tracciato. Siamo tornati, senza mai andar via. In fin dei conti è solo una modifica cromatica, il cambio dell'editore, un nuovo testo, ma ancora una volta abbiamo pensato solo al pellegrino. La nuova collana Crocevia, Itinerari e incontri, che la Casa Editrice Porziuncola di Assisi ha voluto inaugurare non vuole raccontare o giustificare fughe ed evasioni, ma vuole riportare l'uomo in cammino al centro: l'uomo pellegrino che acquista il proprio senso e valore, moderno cavaliere errante verso la meta. Buon cammino, ultreya semper !

Il Cammino della Grande Madre 
In prevalenza montano, uno sviluppo di 150 chilometri e 5000 metri di dislivello positivo, si percorre la parte orientale del Biellese e unisce i Santuari dedicati alla Madonna Nera: Graglia, Oropa, San Giovanni, Postua, Gattinara e Masserano. Copre un'area di circa 300 kmq dove sono disseminati 28 Santuari e tra questi quelli della Madonna Nera. Una concentrazione unica: un Santuario ogni 12 kmq, uno ogni 38 dedicato alla Madonna Nera. Come diceva San Bernardo da Chiaravalle; "troverai più nei boschi che nei libri, gli alberi e le rocce t'insegneranno cose che nessun maestro ti dirà". E i boschi e le rocce non mancano, in questo cammino!
 
 

BORDONAZOS
Il Fatto Quotidiano del 24 agosto ha pubblicato un articolo con un titolo ad effetto: "Cammino spirituale, business mondiale. Vale oltre 12 miliardi". Grossolani errori di valutazione farciscono l'articolo. Quello fondamentale è di aver voluto mettere nello stesso calderone turismo religioso, pellegrinaggi strutturali e pellegrinaggi a piedi. Senza scomodare gli studi sulla sociologia del turismo la giornalista descrive il fenomeno mondiale del pellegrinaggio di massa "Dalla Mecca all'India, da Assisi a Gerusalemme, con un giro d'affari internazionale e miliardario ." Quale enorme affare possono produrre il migliaio di pellegrini che percorrono ogni anno la Via Amerina, i 2000/3000 che vanno per le vie francescane, i 10.000 sulla Francigena e le poche centinaia sugli altri. Il fenomeno di Santiago è già più complesso ed i numeri sono diversi (300.000) e certamente ha originato un indotto relativamente importante, ma la giornalista denuncia 191 pellegrini morti in 30 anni (una percentuale da 0.00 .) assolutamente inferiore a qualsiasi cosa la si voglia paragonare. Ma non parla dei menù a 10 euro, degli alloggi a 6/8 e dei donativi anonimi non richiesti e volontari. I meccanismi sono ben altri, le tipologie completamente diverse è cosa che non va confusa con i pellegrini che vanno a piedi sul Cammino di Santiago o la Francigena. E non va bene che si usino i veri pellegrini per descrivere un fenomeno di ben altra consistenza e significato. Noi non dovremmo sentirci particolarmente offesi, perché non siamo un'agenzia turistica, né svolgiamo attività economiche di nessun tipo, né siamo una onlus, una org o una cooperativa: siamo una confraternita di persone che offrono il loro lavoro volontariamente e gratuitamente, che si dedica al pellegrinaggio a piedi e all'accoglienza dei pellegrini. Non ci sentiamo, quindi, né offesi, né chiamati in causa, solo non si vuole, come pellegrini, che il nostro mondo serva per discutere di cose assolutamente diverse

Archivio dei numeri passati