Confraternita di
San Jacopo di Compostella

Pellegrini in Terra Santa

 L'impegno della Confraternita


Per anni abbiamo camminato lungo le vie di Santiago, poi verso Roma e infine verso Gerusalemme seguendo il sogno che da sempre ci guida. Unire Santiago a Roma e a Gerusalemme riaprendo il cammino che lega le tre Peregrinationes Maiores.

Ora il più è fatto; possiamo dire di essere in grado di aiutare i pellegrini che intendono fare un vero cammino a piedi, zaino in spalla, legando giorno dopo giorno i luoghi che hanno visto Gesù passare; un cammino fatto veramente a piedi, come si sono trovati a fare gli apostoli con Lui. Un cammino non interrotto da percorsi in autobus, un cammino senza soluzione di continuità. Un cammino che possa portare veramente la nostra anima alle porte di Gerusalemme. Possiamo aiutare come abbiamo sempre fatto fin dalla fondazione della confraternita: con il solo servizio volontario, per amore, per passione, provando e vivendo in prima persona l'esperienza del pellegrinaggio e poi dell'essere ospitalieri. E ora pellegrini e ospitalieri in Terra Santa.

Per ogni informazione e aiuto potete scrivere a gerusalemme@confraternitadisanjacopo.it


L'Accoglienza

E dal 2016 possiamo anche accoglievi a Gerusalemme

nell' OSPITALE DI SAN GIACOMO A GERUSALEMME

presso il

Monastere Sainte Claire HanackAlbeck 3-POB, 1013 9100901, Jerusalem

(Si trova a 20 minuti a piedi dalla porta di Giaffa in direzione Betlemme)

Accoglie SOLO pellegrini a piedi

Posti letto: 12


Aperto dal 1 Settembre al 30 Novembre con servizio di Ospitalieri della Confraternita,
o della Fraternità degli Ospitalieri di Roma, Santiago, Gerusalemme


La Guida :

A piedi a Gerusalemme

   











Seconda edizione aggiornata

Terre di Mezzo Editore, Milano, 2012

ISBN: 978-88-6189-210-1

18,00 euro

Scheda libro

Dopo Santiago e Roma, in cammino verso Gerusalemme,
a completare i tre famosi pellegrinaggi medievali.
16 giorni a piedi tra Israele e Palestina, sulle orme degli
antichi pellegrini che, sbarcati ad Acri, avevano come
meta la città santa.
L'itinerario, che può essere percorso in entrambi i sensi,
ha come punto focale la "salita" a Gerusalemme.
Ma altre tappe fondamentali sono Nazaret e il Tabor,
il monte delle Beatitudini, Gerico, Betlemme...
Come sempre, spostarsi a piedi obbliga a incontrare le persone, le culture, le religioni. E poi la natura: dalla pianura della costa alla depressione del Giordano alle
colline della Giudea.
L'ospitalità è in monasteri, kibbutz, scuole, ostelli.
Una guida per gruppi di pellegrini ma anche per singoli.

144 pagine
15 tappe con descrizione dettagliata del percorso a piedi (con varianti)
Cartografia di ogni tappa
Visitandum est
Dove dormire

e molte altre Informazioni nei seguenti capitoli :

Territorio e clima
Calendario
Pellegrinaggio e luoghi santi
Visite turistiche
Cosa portare
Dove alloggiare
Avvertenze
Bibliografia ragionata


La Via di Acri

Una via sensata - Una via praticabile - Una via da far crescere


per ingrandire la foto Clicca qui
Qui il Verbo si è fatto carne

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La Confraternita in cammino

1. Un via sensata

Individuare un itinerario per un pellegrinaggio in Terra Santa, rispetto a ciò che accade per le altre piccole e grandi vie della tradizione cristiana, vuol dire fare i conti con una storia a due livelli: quella dei pellegrini che per duemila anni hanno percorso la Palestina; quella di Gesù, egli stesso pellegrino a Gerusalemme più volte durante la sua vita e la sua predicazione. La sensatezza e la coerenza di un itinerario di pellegrinaggio nella Terra del Signore dipende da questa duplice fedeltà.

Il tracciato che è stato individuato per il pellegrinaggio del XXV anniversario di erezione canonica della Confraternita, e che abbiamo chiamato “Via di Acri” ha tentato di rispondere ad entrambi i criteri, pur nei limiti imposti dalla una situazione politica e militare della regione. L’arrivo al porto di Acri, il trasferimento a Nazaret e al lago di Tiberiade, lo spostamento verso sud in direzione di Gerusalemme e la salita alla città santa sono infatti le principali tappe che la tradizione del pellegrinaggio cristiano ci ha consegnato, almeno a partire dal XII secolo. Pur in assenza di un’esatta corrispondenza delle strade scelte con quelle probabilmente percorse dai pellegrini dell’Evo medio, si può parlare di una sostanziale fedeltà della “Via di Acri” al passato. Principale punto problematico è la Valle del fiume Giordano, zona poco ospitale e priva di punti di interesse (se si eccettuano Beit She’an e Gerico): sarebbe probabilmente più filologicamente corretto attraversare le colline di Samaria, ma l’attuale situazione non consente di farlo, non tanto per motivi di sicurezza (i pellegrini sono ovunque rispettati), ma per la presenza di numerosi check point, che possono ritardare o addirittura impedire il passaggio del viandante.

Diversa è la situazione per quanto riguarda la fedeltà agli itinerari di Gesù quali sono descritti dagli evangelisti. Essi non concordano sui movimenti di Gesù: secondo la narrazione lucana, per il suo ultimo viaggio alcune notazioni fanno pensare ad un itinerario attraverso la Samaria; la menzione di Gerico rimanda alla Valle del Giordano (anche se probabilmente sul versante orientale, oggi Giordania). Nonostante tali limiti, è possibile offrire, attraverso le tappe della “Via di Acri” una proposta di sequela dei passi del Signore, coerente con la narrazione lucana. La tabella sottostante illustra tale corrispondenza, fornendo anche una traccia per l’animazione spirituale del cammino..

2. Una via praticabile

Accanto alla questione, assai importante, dei fondamenti, c’è quella, non meno fondamentale, della praticabilità: disponibilità di sentieri e strade utilizzabili dal viandante e di posti in cui fermarsi a dormire sono fattori decisivi per una via di pellegrinaggio. La soluzione che la “Via di Acri” propone si serve, in Galilea, di una rete di strade secondarie e di sentieri che consente di camminare in sicurezza e nel tipico paesaggio locale. La situazione cambia a partire dalla quinta tappa, quando di fatto l’itinerario è legato a doppio filo alla statale 90, strada di grande comunicazione che percorre Israele da nord a sud e che ha l’unico vantaggio di essere spesso fiancheggiata da strade agricole laterali o da larghe banchine: pur non essendo pericolosa, è indubbiamente monotona e lontana dalla tranquillità delle colline di Galilea. Anche la salita a Gerusalemme, dopo la prima, suggestiva parte nello Wadi El-Kelt, deve affidarsi alla statale 1 (quattro corsie con spartitraffico) per risalire i contrafforti della Giudea fino alla città santa. Tale situazione è dovuta alla fatto che in Israele la sentieristica è interamente concepita in chiave di trekking, praticato solo dagli Ebrei, e quindi è legata alle aree naturalistiche e ai siti archeologici.

In relazione al pernottamento la situazione è migliore. Ovviamente non esistono albergues de peregrinos nello stile compostellano! Nei siti cristiani di solito sono sempre presenti strutture gestite da religiosi: costano un po’ (intorno ai 27/30 € per la mezza pensione), però fermarsi presso di loro è un modo concreto per sostenere la presenza cristiana in Terra Santa, oltre che un’occasione per conoscere persone e storie molto interessanti. Nelle altre località ci si può appoggiare alla capillare rete dei kibbutz e degli youth hostess: costano leggermente di più delle case religiose (però offrono sontuosi buffet e – spesso – anche la piscina, che “fa” poco pellegrinaggio, ma dopo una giornata passata sotto il sole ci sta proprio tutta!).

3. Una via da far crescere

La “Via di Acri” è un primo tentativo di tracciare una rotta per il pellegrino cristiano che voglia percorrere a piedi la terra del Signore. Come tale, è certamente migliorabile. È anche possibile individuare altre direttrici, soprattutto legate all’attraversamento della Samaria. Ciò dipende in larga parte dal miglioramento della situazione politica della Palestina. Come sempre, in ogni caso, l’avvenire di una via di pellegrinaggio dipende dal passaggio del pellegrini. Cosa che ci auguriamo e per la quale lavoreremo con l’ entusiasmo e la generosità di sempre.

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